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Landscape—01
Abbazia di Acqualunga PV | 2014 | progetto | con Vittorio Sacchi architetto
L’intervento ridefinisce gli spazi aperti attorno all’abbazia e l’area verde racchiusa dal perimetro degli alberi esistenti, con l’obiettivo di costruire un nuovo rapporto tra architettura, suolo e paesaggio.
Il progetto prende ispirazione dal contesto agricolo che caratterizza questi luoghi. La nuova pavimentazione interpreta in chiave contemporanea le trame dei campi e le forme frastagliate delle risaie viste dall’alto: superfici irregolari, argini sottili, campiture che si articolano in un disegno organico e mutevole. Il suolo diventa così una mappa astratta del paesaggio rurale, capace di restituirne memoria e struttura.
Dopo la rimozione della pavimentazione esistente in beola e sassi di fiume, viene introdotto un nuovo sistema di superfici in lastre di beola. Nelle zone di maggiore interesse – il sagrato in prossimità della facciata principale e l’area retrostante l’abside, meno visibile ma di forte valore spaziale – le lastre rettangolari (120x60 cm) definiscono campiture più compatte, riconoscibili ma mai monumentali.
Tra queste superfici e i margini determinati dagli edifici adiacenti e dalla piccola strada a sud, la pavimentazione si frammenta in un disegno più libero, evocando la tessitura agricola del territorio. Sottili fasce in beola (120x30 cm) segnano le transizioni tra le diverse campiture, come argini che organizzano il suolo e ne sottolineano le geometrie.
Per non accentuare l’intervento, la nuova pavimentazione viene impostata alla quota della strada in terra, evitando salti o elementi di contenimento evidenti. Un semplice piatto metallico posato in costa definisce inizialmente il limite, destinato nel tempo a scomparire parzialmente sotto il terreno, lasciando che il confine tra strada e spazio pavimentato si ridefinisca in modo naturale e non rigidamente perimetrato.
All’interno del perimetro degli alberi esistenti prende forma un giardino pavimentato, dove la trama in beola si articola in campiture intervallate da fasce lineari che ne scandiscono il ritmo. Questo spazio, protetto dalla presenza delle alberature, diventa una radura raccolta e suggestiva, un luogo di sosta e contemplazione in dialogo con l’abbazia.
Il progetto integra infine nuove sedute monolitiche in beola, concepite come semplici parallelepipedi. Collocate in prossimità degli alberi e nei punti di maggiore interesse, non interrompono mai la percezione dell’abbazia ma accompagnano il visitatore, definendo pause lungo il percorso e rafforzando il rapporto tra architettura e paesaggio.
L’intervento si configura come un’operazione misurata, dove il disegno del suolo – ispirato alla struttura agricola e alle risaie – diventa lo strumento principale per valorizzare il luogo senza sovrapporsi alla sua identità storica.
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