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House—12  
Andrea Rubini partner MILLESEICENTO | Milano | 2022-23 | immagini AR—

Ci troviamo in zona De Angeli, all’interno di un elegante edificio dei primi del ’900, dove il fascino dell’architettura storica milanese costituisce la cornice di un intervento che dialoga con la tradizione reinterpretandola in chiave contemporanea. Soffitti alti, proporzioni generose e dettagli d’epoca diventano il punto di partenza per costruire un nuovo equilibrio tra memoria e progetto.

L’obiettivo è rivisitare il linguaggio classico dell’interior design con uno sguardo attuale, trasformando gli elementi decorativi in strumenti capaci di ridefinire lo spazio. Boiserie e cornici non sono semplici citazioni stilistiche, ma dispositivi architettonici che scandiscono le pareti, ne modulano le proporzioni e ne fanno veri e propri punti focali. Talvolta la boiserie assume un ruolo puramente decorativo, scandendo le superfici e definendo l’atmosfera, altre volte diventa parte integrante di armadi, mobili e porte: in questi casi, le aperture tagliano la boiserie in modo apparentemente casuale, creando un doppio livello visivo che alterna ritmo decorativo e scansione funzionale degli arredi. Questo sistema produce una stratificazione che gioca tra continuità e interruzione, tra decoro e uso pratico, dando profondità e dinamismo alle pareti.

Nasce così un nuovo linguaggio decorativo che reinventa lo stile milanese: alcune pareti diventano arredi fissi, integrate con boiserie che accolgono porte e passaggi, disegnando superfici continue e ordinate; altre restano volutamente lisce o appena decorate, creando pause visive e contrasti calibrati. Questa alternanza tra pieni e vuoti, tra segno e sottrazione, costruisce un ritmo armonico che attraversa l’intera abitazione.

Un capitolo centrale del progetto riguarda il tema delle porte. Durante il cantiere sono stati rinvenuti altissimi varchi ad arco che hanno suggerito una reinterpretazione della tipica doppia porta milanese. Il sistema esplode in altezza fino a quasi 2,70 metri, enfatizzando la verticalità degli ambienti e ristabilendo un dialogo con le proporzioni originarie dell’edificio. La porta è sormontata da una lunetta che completa la composizione, trasformando l’apertura in un vero e proprio elemento architettonico. Non più semplice chiusura funzionale, ma soglia scenografica capace di inquadrare prospettive, filtrare la luce e conferire solennità agli spazi di passaggio.

Anche nei dettagli, profili e modanature sono stati ridisegnati con un segno più asciutto, coerente con l’intero intervento. Le nuove porte, pur richiamando l’immaginario classico milanese, si inseriscono in una composizione più contemporanea, dove proporzioni aggiornate e linee pulite definiscono un’eleganza misurata.

Il risultato è un interno che coniuga tradizione e innovazione con naturalezza. Le pareti, trasformate in protagoniste silenziose, le boiserie stratificate tra decoro e funzione, e le porte elevate a elementi architettonici identitari, definiscono un ambiente raffinato e coerente. Ogni dettaglio dialoga con lo spazio circostante, celebrando l’identità milanese attraverso proporzioni curate, equilibrio compositivo e un linguaggio contemporaneo capace di armonizzare storia e attualità.

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